Snape fissò il ragazzo svenuto davanti a lui. Alla fine era riuscito a fermare l’emorragia torrenziale che era sgorgata dai tagli aperti, anche se le ferite erano ben lontane dall’essersi chiuse completamente. Gli occhi neri come il carbone luccicarono per la piena furia. Quel giovane Potter avrebbe dovuto venire appeso per gli attributi, non solo aveva provato a trasformarlo in una pozione gommosa e ribollente nel corso della notte, ma aveva usato una maledizione oscura su Draco, proclamando d’averlo fatto per autodifesa, ma senza la più pallida idea di cosa fosse capace di fare quella maledizione.
Draco si scosse in uno spasimo. “No, ti prego,” borbottò, “Risparmiali. Prendi me, piuttosto.”
Snape carezzò i capelli biondo pallido di Draco. “Draco, calmati. Sono qua.”
Sentendo la voce, il ragazzo smise di agitarsi, e di nuovo scivolò nel sonno. Snape sedette accanto al letto e tenne la mano a Draco. Non sapeva spiegare come mai, eppure era assai attaccato al ragazzo. Non era certo il tipo di uomo che permetteva facili legami o affezioni. Non credeva che mostrare i suoi sentimenti fosse bello da vedere. Ma quel giovane era diverso. Non c’entrava nulla il fatto che fosse negli Slytherin. Il fatto che fosse figlio di Lucius e Narcissa nemmeno ci incastrava. Ma il fatto che il ragazzo fosse cresciuto senza alcun affetto su cui fare affidamento, ecco.
In un certo senso, rivedeva sé stesso in quel ragazzo. Draco gli rammentava il suo passato. Anche da neonato, quando il continuo piangere di Daco era fonte di fastidio, venivano usati incantesimi per controllare il frignare del pargolo, invece che per capire la causa. Lucius non si era mai preoccupato di ninnare il figlio. Narcissa non era benedetta da alcun calore maternoo tenerezza, che si supponeva le madri biologiche dovessero avere. Così se il bambino piangeva fino a sputare i polmoni, era semplicemente fermato dal fare il minimo rumore con una magia. Faceva davvero pena.

D’altra parte Snape aveva sentito un sentimento protettivo fin dalla prima volta in cuoi tenne il neonato. Draco era delizioso da abbracciare. Con le guance piene e rosee e i capelli biondi che ricordavano i primi raggi dell’alba, Draco gli aveva toccato il cuore come nessuno mai. Era abituato a gattonare verso Snape appena lo vedeva e si arrampicava sui suoi piedi. Come bambino non era tanto esigente, e Snape non capiva come mai i suoi genitori erano incapaci di provvedere a lui con il minimo d’amore,, cura e preoccupazione.
Non indugiava mai nei ricordi della propria infanzia. Era sufficiente dire che lui stesso non aveva ricevuto quel genere di amenità. Ecco perché le dava liberamente a Draco, e il ragazzo lo corrispondeva e per la prima volta Snape si era reso conto di essere capace di fare una differenza. Aveva fatto voto che il ragazzo non avrebbe mai deviato dal cammino che lui stesso aveva percorso, e aveva fatto del suo meglio per impedirgli di attirare le attenzioni di Voldemort.
Ma Lucius aveva altri piani per il figlio, di quelli basati sul soddisfare le proprie personali ambizioni. Appena il ragazzo fu in età da capire, gli fu inculcato che mostrare i sentimenti era un segno di debolezza. Non doveva allearsi con nessuno che non fosse uno stregone purosangue. Così quando Lucius primo amore era una graziosa strega nata da Muggle, che gestiva un negozio di dolci in assenza della madre, carbonizzò l’intero albero genealogico. Poi procedette a frustare Draco con il cuoio, senza mostrare alcuna misericordia. Niente era come far sapere al ragazzo che il cuoio aveva tanti utilizzi, e allo stesso tempo trovare un sollievo per tutte le frustrazioni. Draco aveva solo nove anni.
Così ì Draco era stato cambiato dal bambino che era contento di posare la testa sulle spalle di Snape e succhiarsi il pollice, al ragazzo che riceveva piacere dalla moltitudine di elfi domestici e soldi a sua disposizione, cercando di rassicurare sé stesso che quello fosse sufficiente. Snape fu grato quando il ragazzo ebbe da andare a scuola, perché allora fu sotto la sua custodia e ciò ridusse il tempo passato a casa con i capricci di Lucius. Ma evidentemente la sua cura non era bastata. Il ragazzo era quasi morto per salvare i genitori dal fare gli affari dell’Oscuro Lord. E lui non si fidava abbastanza di luida rivelargli esattamente come intendesse eseguire gli ordini dell’Oscuro Lord. Snape sentì una fitta di dolore per questo. Il ragazzo significava per lui più della stessa vita, per cui non aveva esitato nello stringere un Voto Non Spezzabile con Narcissa.
Sapeva che Draco non sarebbe stato capace di farlo, e non voleva lo facesse. Non c’era ragione perché commettesse i suoi stessi errori, Snape non aveva nessuno da cui andare e così si assicurò che Draco non rimanesse mai nella sua stessa precaria posizione. Ma Lucius lo aveva condizionato bene. Draco scelse di singhiozzare disperato nei bagni dei ragazzi piuttosto che andare da lui. Lucius aveva strappato la beata innocenza del ragazzo.
E mentre carezzava le guance del ragazzo col dorso della mano, Draco si mosse nel sonno e posò la mano sul fianco. Con una scossa comprese che era arrivato a amare il ragazzo, come se fosse il suo stesso figlio.